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L'isola Dugi otok è nota per i numerosi monumenti storico-culturali.
Fra i monumenti sacrali, quello più importante è la Parrocchia dell'Assunzione della Santa Maria Vergine a Sali.
Nel lapidario della chiesa si custodiscono due frammenti di plastici di pietra ornati da trecce. Questi due frammenti fanno parte dello stesso pluteo, in secondo tempo utilizzato come lapide. Di simili ritrovamenti sul territorio dello stato croato risalenti primo medio evo, ce ne sono stati molti e in base a queste analogie possiamo supporre il periodo in cui sono stati creati, ovvero dalla fine del IX alla fine del X sec. Ciò fa supporre l'esistenza di una fase antica di questa chiesa, risalente all'epoca preromanica.
La chiesa fu abbattuta nel 1465 e ne fu edificata una più grande, costruita dal nostro maestro Juraj Lukačević. Nel 1561 ne fu modificata la facciata perché vi fu aggiunto un nuovo portale dalle forme rinascimentali e un'acquasantiera sulla quale vi fu segnato l'anno menzionato. Vent'anni piu tardi, nel 1581 ne fu abbattuto il presbiterio per costruirvi un ampio spazio a tre navate con sacrestia. Allora la sua pianta assunse la forma di croce latina.
Oltre a cio, elevando la parte dove si trovano le tre navate, furono aggiunte tre finestre a forma di lunette. Bisogna altrettanto menzionare un disegno primitivo, ma preciso, di due navi raffigurate sul muro della chiesa volto a nord, di cui la maggiore rappresenta un veliero con tre alberi e un bompresso. Il tipo di battello corrisponde alle navi mediterranee della fine del XV secolo e dell'inizio del XVI secolo. La nave più piccola ha un albero e la vela latina.
Il monumentale altare principale in legno risale al XVII secolo ed ha un paliotto in stile barocco con aggiunte, più tardi, due opere appartenenti al primo Rinascimento che costituiscono in realta i resti di un polittico distrutto. Si tratta delle immagini della "Madonna" e di "Cristo morto". Il disegno, la modellazione e determinati oggetti in queste opere fanno riferimento al circolo padovano della seconda meta del XV secolo. Fra le opere in oro, meritano attenzione alcune croci da processione e coppe in stile gotico, senza dubbio opere degli orefici di Zara. Le altre chiese sono quella di San Rocco (Sv. Roko) del 1644, la cappelletta della Piccola Madonna (kapelica Male Gospe) all'entrata nel porto ( punta Bluda) e San Nicolò (Sv. Nikola).
Esiste anche una serie di altre chiese appartenenti generalmente al periodo preromanico, conservate soltanto nelle fondamenta, come la chiesa di San Vittorio (Sv.Viktor) nella localita Citorij, S. Giovanni (Sv.Ivan) a Stivanje polje, nonché a quello del primo Cristianesimo: Crkvina o San Luca (Sv. Luka) situata a Čuh e i resti di una chiesa di dimensioni modeste sul monte Koženjak.
Chiesa di S. Giovanni (Sv.Ivan), Sali
La chiesa di S. Giovanni è presente nei documenti sin da periodi molto antichi. La sua traccia più antica risale all'anno 1064 o 1065, quando viene denominata cela Sancti Iohannis. Secondo ai resti ritrovati d'architettura e ai plastici in pietra, Petricioli ritiene che questa chiesa sia stata edificata in parte sui resti di un edificio romano e che essa dati al periodo preromanico (IX sec.), però, date le opere più recenti, la conclusione e che la chiesa sia piu recente e che sia apparsa 5 - 6 secoli fa. La sua continuità si è manifestata nel periodo preromanico, di cui testimoniano i resti rinvenuti di plastici in pietra appartenenti a quel periodo. Questa era presente anche durante il periodo romanico e gotico: a comprovarlo alcuni documenti scritti e il frammento di una mensola romanica.
Chiesa di San Vittorio (Sv.Viktor), Sali
Sul pendio del monte Stivanje si trovano i resti della chiesetta di San Vittorio.
La balaustra dell'altare preromanica era molto modesta e lavorata in modo molto semplice; in base a queste caratteristiche, viene datata dalla metà del VIII alla metà del IX secolo. Ci sono però indizi che possa essere comparsa anche prima, ovvero nel periodo del primo Cristianesimo.
L'onorazione di S. Vittorio sull'area dalmata è estremamente rara e quindi questa è l'unica chiesa a portare il suo nome. San Vittorio e un santo martire le cui chiese furono erette principalmente nell'epoca del primo Cristianesimo.
Koženjak, Sali
Resti logorati dell'architettura e frammenti dell'arredamento ecclesiastico (due frammenti del pluteo e il capitello). Purtroppo a Koženjak vicino a Sali, fino ad oggi non sono state effettuate alcune ricerche archeologiche e quindi non abbiamo informazioni di che aspetto avesse potuto avere la chiesa alla quale appartenevano questi frammenti di arredamento in pietra.
Petricioli li data all'epoca preromanica e ritiene che questa sia stata costruita probabilmente sui resti di alcuni edifici romani. Secondo Z.Gunjača, questi resti potrebbero essere le rovine di un bastione tardo-antico (bizantino).
Il vero stato delle cose nella località di Koženjak vicino a Sali, si potrà appurare soltanto mediante ricerche archeologiche che, se prendiamo in considerazione gli esistenti muri logori e i frammenti di plastici in pietra ritrovati, dovrebbero venir in ogni caso effettuate.
Crkvina, Sali
Nella località del colle Sukavca all'estremo sud-est dell'isola Dugi otok, al centro della penisola che da nord racchiude la baia di Telašćica, vicino a Sali, si trovano i resti di una piccola chiesa, dal popolo chiamata Crkvina.
È costituita da una navata rettangolare longitudinale delle dimensioni di 5x3,70 m e da un'abside semicircolare larga 2.50 m e profonda 1,70 m. Secondo il parere di A.R. Filipi questa chiesa fu probabilmente dedicata a San Luca (Sv.Luka).
San Pellegrino (Sv.Pelegrin), Savar
San Pellegrino (bene culturale particolarmente tutelato) è una costruzione preromanica di forma centrale, pianta quadrata con una cupola ovale situata su dei pilastri. Anche se attorno alla sua datazione esistono dei disaccordi, ed alcuni scienziati ritengono sia stata costruita prima del IX secolo, la chiesa rappresenta un esemplare originale di questo periodo architettonico.
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